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Archive: August, 2010

Sembra un OT ma non lo è (aggiunta)

In riferimento al mio messaggio precedente Sembra un OT, ma non lo é, volevo segnalare ai Baby Boomer (la generazione precedente alla mia) lettori del blog che di “Smells Like Teen Spirit” esiste una cover di Patti Smith.
Completamente diversa e, a mio parere, assolutamente grandiosa:

http://www.youtube.com/watch?v=KlS4_BLHjRg&ob=av2n

A proposito, Patti la vedo sempre un po’ magra e sciupata. Che sia celiaca anche
lei? ;-)

Maria Paola

Sembra un OT ma non lo è

Non pensiate che io ascolti solo canzonette. In realtà la mia musica è un’altra.

Visto che appartengo alla Generazione X, la mia musica non può essere che questa. Mi è andata bene: è al nono posto delle migliori canzoni di tutti i tempi secondo il Rolling Stone. (E i teen-ager di oggi cosa ascoltano? Mah.)
Notate come nel video sono quasi tutti capelloni. E lui ed io abbiamo anche un’altra cosa in comune (quale? La risposta è negli archivi del forum).
E forse un’altra ancora…(tra poco vi dico quale, perché interessa pure a voi…)
Buona visione:

Quello che volevo dirvi è che ultimamente ho letto delle cose interessanti su di lui:

“Nella maggior parte della sua vita, soffriva di un intenso dolore fisico dovuto ad un disturbo cronico allo stomaco la cui natura non è stata mai chiarita.”

“Il disturbo allo stomaco lo debilitava emotivamente, e periodicamente lui cercava di trovarne la causa. Nessuno dei molti medici che consultò fu in grado di indicarne la causa specifica.
Soffriva di particolare sensibilità e timidezza e aveva una cattiva immagine del proprio corpo a casa della sua magrezza; la quale era dovuta principalmente alla malnutrizione causata dal suo disturbo allo stomaco, alla dieta povera prescrittagli da numerosi medici o da entrambe le cose.”
(Traduzione libera da questo sito)

A questo punto sorge spontanea una domanda:
Kurt Cobain era celiaco?

Se gli avessero diagnosticato la celiachia, grazie alla dieta gf probabilmente non sarebbe stato depresso, non avrebbe preso droghe e non si sarebbe suicidato.
Ma non avrebbe scritto “Smells Like Teen Spirit”: i capolavori, si sa, nascono da grandi sofferenze interiori.
“Most of the time I sing right from my stomach. Right from where my stomach pain is.”
(K. Cobain in un’intervista)

Inoltre non riesco a immaginarmi Kurt Cobain che fa colazione inzuppando nel latte le Magdalenas della Schär, come ad esempio fa il Prof., suo coetaneo mi pare.
Contrasta con la sua immagine di bello e dannato, che mi è cara.

Maria Paola

Ritorno al futuro

Carissimi,
sono qui a Praga al mio počítač che vi scrivo. Come si intuisce dalla parola stessa, “počítač” vuol dire “computer”. Anzi avrei dovuto declinarlo al locativo: “al computer” si dice “na počítači”. Questo per dirvi che razza di lingua è il ceco.

Dicevo, sono qui per salutarvi perché finalmente parto in vacanza. Lascio per un po’ la preistorica Repubblica Ceca e torno nel futuro: in Sardegna.
Nonostante i nuraghi, i bronzetti e i pastori (per non parlare di Nico e il nonno) la Sardegna è molto ma moooolto più avanzata della Repubblica Ceca in fatto di celiachia: locali senza glutine, ravioli, papassini, pane carasau senza glutine e chi più ne ha più ne metta.

Non guarderò il forum più di tanto: capirete, viene male a portarsi dietro il computer andando a nuoto dalla spiaggia lontana alla torre. ;-)

Vi lascio con la canzone che non posso fare a meno di ascoltare in questi giorni:

Buon tutto a tutti e arrivederci a presto
Maria Paola

Una storia vera

Carissimi,
visto che siamo in periodo di vacanze, volevo raccontarvi di un articolo che ho letto sul “Celiakien Notizien” dell’associazione tedesca.

Il titolo dell’articolo è:
SENZA PANE IN BICICLETTA VERSO L’AFRICA

Nella pagina c’è la foto di una bicicletta in un luogo desertico e poi di un tizio magro magro, pelato e occhialuto (il tipico celiaco).

La storia inizia così:
“Negli ultimi due anni le vacanze erano diventate troppo corte e siccome avevo accumulato parecchi straordinari, avevo deciso di fare un viaggio in bicicletta un po’ più lungo.”

“Non avevo un obiettivo preciso, ma soltanto una direzione: verso sud. Tuttavia non volevo prendere la via diretta attraverso l’Italia, visto che ci ero già stato più volte. Ero curioso invece di visitare nuovi Paesi.
La rotta che percorsi fu la seguente: Austria, Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Macedonia, Grecia, Turchia, Siria, Giordania ed Egitto.”

“All’inizio del viaggio dubitavo che sarei arrivato lontano. Sapevo che non avrei trovato il pane senza glutine in tutti quei posti e perciò credevo che avrei interrotto il viaggio subito dopo l’Austria.”

Il racconto continua così:

“Dopo tre giorni, il mio pane senza glutine era finito.

In Austria ho comprato il pane per l’ultima volta e ne ho mangiato l’ultima fetta in Croazia, nel quattordicesimo giorno del mio viaggio.
Dalla Carinzia sino alla Macedonia ho mangiato solo polenta e dalla Grecia in poi solo riso.”

“Il pezzo forte della mia ‘cucina’ era un termos da mezzo litro. Con una piccola resistenza elettrica a immersione facevo bollire l’acqua, poi ci mettevo il sale e la polenta o il riso.” La polenta era pronta dopo mezz’ora e il riso dopo un’ora di ammollo nell’acqua calda.
“A parte la polenta o il riso non cucinavo quasi nulla. Mangiavo quello che trovavo nei negozi: formaggio, marmellata, crema alle nocciole, olive, sardine…”

“Ero sempre alla ricerca di cibo. In genere mi regolavo leggendo gli ingredienti sulla confezione. Forse era un po’ rischioso, ma penso che ognuno debba decidere, quali compromessi è disposto ad accettare.”

“Era molto difficile fare la spesa in Macedonia e in Grecia, dove gli ingredienti spesso erano scritti solo in caratteri greci o cirillici.
Nei Paesi Arabi e in Turchia invece le etichette erano multilingue e spesso con indicazioni sulle allergie.
In Turchia avevo trovato dei biscotti senza glutine in offerta. Purtroppo non ho potuto farmi la scorta, perché tanto dopo una giornata di trasporto in bicicletta si riducono tutti in briciole.”

“Quando mangiavo fuori, cercavo di ordinare le cose più sicure possibile.
Purtroppo nelle osterie turche il riso lo mescolano con della pasta a forma di riso oppure come accompagnamento ti danno solo pane. Ero contento come una Pasqua quando una pietanza invece conteneva patate!
I tentativi di mangiare in ristoranti migliori finivano sempre in maniera frustrante. Anche se il personale parlava tedesco o inglese, nonostante lunghissime ed estenuanti spiegazioni, spesso mi portavano qualcosa che non potevo mangiare. Una volta mi hanno portato il bulgur [in pratica chicchi di grano] con della pasta. Solo il glutine puro sarebbe stato peggio!”

“Può sembrare strano, ma l’ospitalità locale a volte creava dei problemi.
Specialmente quando non riuscivo a farmi capire a sufficienza. Ad un invito a pranzo, gli ospiti si possono offendere se uno rifiuta le prelibatezze offerte senza dare una spiegazione. Quando in Turchia o nei Paesi Arabi mi offrivano un cibo potenzialmente con glutine, allora dicevo, anche se non era proprio esatto, che ero allergico al pane. Questo fatto veniva accettato subito, sempre che capissero quello che stavo dicendo. Quando alla fine del Ramadan in un paesino dell’Anatolia mi hanno offerto una specie di gnocco fritto, ho potuto rifiutare con quella motivazione. Ma se avessi rifiutato anche l’ayran [una bevanda turca a base di yogurt e acqua], che sicuramente non era fatta con latte pastorizzato e acqua di bottiglia, si sarebbero offesi molto gravemente…”

“Il mio viaggio in bicicletta è durato 97 giorni e ho percorso 6725 kilometri.
Per fortuna durante il viaggio non ho avuto particolari problemi di salute. Mi sono preso un raffreddore e una volta mi sono rovinato lo stomaco. Tuttavia non ho mai avuto sintomi da ingestione di glutine.”

“Ho imparato che il successo di un viaggio senza glutine non dipende dalle infrastrutture del paese ma dalla preparazione. Naturalmente, per vari motivi, ci sono stati giornate buone e meno buone e a volte avrei rinunciato se solo avessi trovato un’occasione favorevole per tornare a casa. Tuttavia nel complesso il viaggio è stato meraviglioso e spero presto di poterne fare un altro simile.”
(Fonte: DZG Aktuell 01/2008)

Carissimi,
la morale di questa storia sono due belle notizie:
Primo: noi celiaci possiamo andare ovunque.
Secondo: ci sono speranze per chi, con la dieta senza glutine, ha accumulato chili di troppo. A questo proposito in fondo all’articolo ci sono nome, cognome, indirizzo e e-mail del nostro intrepido ciclista. Se qualcuno è interessato, posso mandarglieli: magari si può proporgli un tandem.

A chi è in ferie: buone vacanze, ovunque voi siate.
A chi è tornato: buon rientro.
A me: buon lavoro. Ancora per qualche giorno, poi finalmente vado in ferie anche io.
Un abbraccio a tutti
Maria Paola

Il gelato a Praga

Qua a Praga non sono ancora riuscita a mangiare un gelato al bar:
non faccio in tempo a tradurre la lista degli ingredienti dal ceco che il gelato è già sciolto…

Maria Paola