Scene da un matrimonio

Carissimi,
da poco ero invitata al matrimonio di un amico. Che bello! Ero proprio contenta di andarci.

La fauna umana poi era interessante.
Tra le donne le solite prefiche vestite di nero. Qualche trans. E infine signore con cappelloni da far impallidire le dame di Ascot.
Mia zia Maria purtroppo non era invitata. Altrimenti sarebbe sicuramente venuta così:

Zia Maria ad Ascot (dal Corriere).

Nel settore maschile parecchi Brad Pitt. Tutti rigorosamente accoppiati. Tra loro anche lo sposo. Data la situazione, accoppiatissimo.

La chiesa era molto bella e con decorazioni decisamente glutinose.
Ecco, ne ho staccato una per farvela vedere:

Anche il libretto della messa era in tema:

Per non parlare del grano che, all’uscita dalla chiesa, hanno tirato addosso agli sposi!

Se un giorno mi sposerò, mi farò tirare l’amaranto, la quinoa e persino la gomma di guar.

Gli sposi, così glutinati, sono poi saliti sul questa bellissimissima cinquecento con i palloncini.
Ormai sapete che macchina regalarmi, no? ;-)

La macchina degli sposi.

E così finalmente era arrivato il momento di andare al ristorante. Che attesa e tripudio per una celiaca. Che giustamente, anche se ha avvertito da prima, si chiede: daranno da mangiare anche a me?

Dopo un rocambolesco viaggio in macchina, nel quale seguivamo una macchina che in realtà seguiva noi (per cui siamo finiti tutti da un’altra parte), eccoci finalmente al ristorante.

L’aperitivo era direttamente sul mare. E c’era ogni ben di Dio. Purtroppo era tutta roba impanata: non potevo mangiare assolutamente nulla. Per farmi uno scherzo lo sposo mi ha detto che il pranzo era tutto li. Simpaticone.

L’aperitivo.

Per consolarmi ho assaggiato un dito di questa brodaglia blu, anche se non ero sicura al 100% degli additivi (ahi ahi ahi! Voi non fatelo):

La misteriosa brodaglia blu.

Appena entrata al ristorante, sono stata assalita dai camerieri: “È lei la celiaca?”
Io: “In persona.”
Cameriere: “Non si preoccupi, ci pensiamo noi. Ma lei la salsiccia la può mangiare?”
Io: “Dipende dalla marca. L’unico salume che posso mangiare di qualsiasi marca è il prosciutto crudo.”
Per non sbagliare mi hanno riempito il piatto di prosciutto.

L’antipasto.

A tavola sono capitata vicino ad una mia compagna delle elementari. Praticamente non ci vedevamo da quando alla ricreazione ballavamo imitando Romina e Albano, Lorella Cuccarini e Raffaella Carrà.
Appena ha sentito i miei discorsi con i camerieri, mi ha detto: “Ma sei celiaca anche tu? Da poco mia mamma e mia zia hanno scoperto di essere celiache.”
Ma pensa te.

Niente dietoterapici al pranzo, ma in compenso c’era risotto, porcheddu, gamberi … Più che sufficiente per saziare una celiaca come me che mangia a quattro palmenti.

Al posto della torta nuziale mi hanno portato un plum cake senza glutine con fascinoso ciuffo di nutella.
Il cameriere tutto trionfante: “Abbiamo messo anche la panna vegetale!”
Che notoriamente è la salvezza del celiaco…
Questa panna vegetale era molto sospetta, per cui l’ho lasciata li.

Torta vera (a destra) contro torta taroccata per celiaci (a sinistra). Chi vince?

Il pranzo si è protratto tantissimo. Pensate che alle sei di sera avevamo appena mangiato il primo.
A quell’ora in ospedale stavano già servendo la cena. Non che mi manchino quelle cene là, che non potevo neanche mangiare…

La sera poi tutti a ballare sulla pista davanti al mare. La madre dello sposo era lanciatissima. Per non parlare di una signora vestita da odalisca, con frange, medagliette e la pancetta tremolante, che si è esibita nella danza del ventre. I miei villi la guardavano elettrizzati.
Ad un certo punto hanno attaccato il liscio e la mia amica Olivia ha iniziato a sentire l’umidità sul collo. Con la mazurca l’umidità è aumentata. Al paso doble era già una cervicale.
A quel punto siamo andate via, sfuggendo così ad un Brad Pitt dai modi un po’ primitivi, che ci aveva assediate per tutta la sera.
Siamo tornate in città stanche e contente. Che bella festa, mi sono proprio divertita!

Ora, con questo bla bla sul matrimonio, non vi ho ancora raccontato dove mi sono trasferita. Abbiate pazienza, prima o poi lo farò, che qua sto già accumulando avventure.
Un caro saluto dalla località X!
La vostra,
Maria Paola