Alla scoperta dei Paesi Baschi:
Bilbao

Quiz: che animale è questo? A) un gatto, B) un cane, C) un ornitorinco, D) nessuna delle tre risposte. ('Puppy' di Jeff Koons, Museo Guggenheim, Bilbao)

Carissimi,
il giorno dopo San Sebastián con mio fratello siamo andati a Bilbao a vedere il Guggenheim.
Davanti al museo abbiamo finalmente potuto ammirare il “il gatto gigante fatto di fiori” tanto decantato dal Prof. Altro non è che l’opera “Puppy” di Jeff Koons, ex-marito di Cicciolina.

Siamo stati al ristorante del museo, un bel posto in stile lusso-minimalista. Ho chiesto se potevo mangiare senza glutine e subito la cameriera ha detto di sì.
Abbiamo preso il menu del bistrot. Costa 19 Euro e comprende antipasto, piatto principale, dessert, acqua e vino.
Per noi celiaci hanno:
come antipasto insalata con roast beef di vitella
come piatto principale pomodorini ripieni con risotto di seppia etc. etc.
di dessert mi pare solo macedonia.
Mi è piaciuto tutto molto. La mia insalata poi era decisamente meglio dell’antipasto di mio fratello: la melanzana che gli hanno portato sembrava davvero un cadavere.
Abbiamo preso pure la bottiglia di vino, così poi le opere di arte moderna si capiscono di più. ;-)

Le opere del museo sono interessanti anche se devo dire che altri musei di arte moderna mi hanno colpita di più. Primo fra tutti il Ludwig Forum di Aquisgrana, in Germania, dove ero stata in viaggio di studio.
All’ingresso anche li un’opera di Koons che lo raffigura insieme alla moglie Cicciolina. Ricordo che i miei colleghi si fermarono a quella. Io e un’altra collega invece, battemmo il museo palmo a palmo rimanendo folgorate dalle opere esposte. Era il primo museo di arte moderna che visitavo e rimasi profondamente colpita.
Il caso vuole che sia io che la mia collega, alcuni anni dopo, abbiamo entrambe scoperto di essere celiache! A questo punto si potrebbe dedurre che ai celiaci piace l’arte moderna, se non fosse che al Prof. invece non piace.

Al ritorno a Vitoria-Gasteiz ho chiesto al collega cinese (quello che fa arti marziali, capelli lunghi, molto cool):
“Hai visto che bello il gatto gigante fatto di fiori all’ingresso del Guggenheim?”
Lui: “No, non l’ho visto”.
Io: “Come sarebbe a dire non l’hai visto?” (sbracciandomi) “È una cosa enorme, all’ingresso! Impossibile non vederlo”.
Lui (lievemente imbarazzato): “Non l’ho visto. Forse quando sono andato io non c’era ancora.”
Io (incredula): “E quando sei andato?”
Lui: “Due anni fa.”
Mah.
Vi dirò che ho iniziato a dubitare della salute mentale del mio collega. Com’è possibile non vedere quella cosa enorme più alta di un palazzo? Anche se uno è miope (e il mio collega non lo è), non si può non vederla.
Più tardi ne stavo parlando con l’altro collega cinese:
“Tu l’hai visto il gatto gigante fatto di fiori davanti al Guggenheim?”
Lui ha ridacchiato un po’ timidamente e poi mi ha detto:
“Temo che non sia un gatto, ma un cane.”
Io: “Un cane?? Ora capisco, in effetti era un gatto strano, con quel muso allungato!”.

Ebbene: mi ero lasciata influenzare dal Prof. ed ero convinta anche io che fosse un gatto. Dovete sapere che il Prof., per sua stessa ammissione, è un patito dei gatti.
Lui vede gatti dappertutto. Quando va allo zoo a vedere le tigri, le pantere ed i leoni, torna tutto entusiasta: “Che bei gatti che avevano!”. Da piccolo lo portavano al circo e lui nutriva un’ammirazione sconfinata per “il domatore di gatti”.
Adesso per merito del Prof. i miei colleghi cinesi credono che non sappia distinguere un gatto da un cane.
Saluti
Maria Paola
P.s.: La storia del Prof allo zoo ed al circo è uno scherzo. Perdona, Mauro. So che sei un uomo di spirito. :-)