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Archive: June, 2011

Favola celiaca

C’era una volta, cari bambini, un celiaco.
Questo celiaco viveva in un paesino della Liguria, chiamato Carcare. A Carcare abitavano cinquemilasettecento persone. Eppure l’unico celiaco era lui.
Il povero celiaco si sentiva solo. Solo soletto andava a prendersi i prodotti in farmacia. Solo soletto si cucinava il suo pasto. E solo soletto mangiava il suo cibo senza glutine diverso da quello degli altri.

Così un giorno, mentre triste triste piangeva per la propria celiachitudine, gli apparvero diciassette fatine. Le fatine si chiamavano Menardo, Brizzolara, Bonassi, Marchetti, Dante, Pistone, Marenco, Rabellino, Buscaglia, Scarso, Murialdo, Venturino, Marino, Descalzi, Minetti, Bagnasco e Pesce.

Le fatine dissero al celiaco: “Perché piangi?”
Il celiaco: “Piango perché mi sento solo. Non ci sono altri celiaci qua.”
Le fatine allora gli dissero: “Non piangere. Vedrai che non sei solo.”
Il celiaco non ci credeva e continuava a piangere sconsolato.

Le fatine allora reclutarono milledue abitanti del paese di Carcare, ragazzi e anziani, dai 13 ai 90 anni, e fecero a tutti l’analisi degli anticorpi per la celiachia.
Tredici risultarono positivi. Dieci di loro accettarono di fare la biopsia intestinale.
E, magicamente, nonostante non avessero i sintomi classici, tutti e dieci risultarono celiaci.

Il nostro celiaco solitario non poteva crederci. Era troppo contento di poter condividere la propria celiachia con qualcuno! Andare insieme in farmacia! Cucinare e mangiare insieme le stesse cose!
I dieci nuovi celiaci all’inizio la presero così così, ma poi si abituarono.
E vissero tutti felici e contenti.

E questa non è una favola, ma una storia vera.
(Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17101572 )

La vostra
Maria Paola

Perché non ho visto il matrimonio reale


Monarchici in festa, Deal, Inghilterra.

Carissimi,
quando ero in Inghilterra ho detto a mio fratello:
“Visto che siamo qua, perché non andiamo a Londra per il matrimonio reale?”
Lui: “Stai scherzando?”
Io: “Certo. E poi casomai vado al matrimonio di Gianluigi a giugno a Praga.”
Gianluigi chi? Cliccate -> qui <-.
(Per la cronaca: il matrimonio é oggi, giovedi 16 giugno, alle 18 nella cattedrale di Vyšehrad a Praga. Gianluigi ovviamente mi ha invitata, ma ho declinato con la solita scusa della celiachia ;-))

Torniamo all’Inghilterra. La signora del mio Bed & Breakfast a Canterbury mi aveva invitata a vedere il matrimonio reale a casa sua insieme ai suoi parenti. Ma io francamente non avevo voglia di sciropparmi tutta la cerimonia. Magari vederne un pezzettino, non di piú.
La signora del B&B: “Sará una cerimonia lunghiiiiissima. Il sí sará non prima delle due del pomeriggio!”
Io: “Ah be’, ci mancherebbe. Allora io intanto esco e vado a vedermi l’Abbazia di Sant’Agostino a Canterbury, che é patrimonio dell’umanitá UNESCO.”

In giro non c’era nessuno: coprifuoco totale. Avete presente il deserto nelle strade durante le partite dei Mondiali? Uguale. Solo che durante i Mondiali un paio di donne per strada si incontrano. Durante il matrimonio reale invece si vedevano solo uomini. Agli uomini notoriamente di queste smancerie gliene frega di meno.

Non so a voi, ma a me a scuola mi avevano detto che l’Inghilterra era stata cristianizzata da Sant’Agostino. Fin qui tutto okay. Ma non era il Sant’Agostino che pensiamo noi, quello comunemente venerato in Italia, l’autore delle Confessioni, che era africano. Bensí un altro … un italiano! Un monaco romano vissuto tra il 534 e il 604 Dopo Cristo.
E come é stato che andó proprio lui a cristianizzare l’Inghilterra?
Be’, un bel giorno il Papa era passato al mercato a Roma e aveva visto dei biondissimi bambini anglosassoni che venivano venduti come schiavi. Si era impietosito e aveva detto: “Questi non sono Angli, sono A n g e l i !”.
E cosí aveva deciso di mandare qualcuno a cristianizzare l’Inghilterra.
Sfortunatamente scelse proprio il monaco romano Agostino, che non ne voleva sapere:
“A Santitá, nun glia faccio. Sti bbarbari nun li posso vedé, me fanno paura. A Santitá, manda n’artro. Nun me roviná.”
Niente da fare: il Papa voleva proprio che andasse lui. Il povero Agostino partí, ma arrivato in Provenza, sentendo tutte queste storie terribili sui barbari, gli venne una fifa tremenda e tornó a Roma a gambe levate.
Il Papa dovette rimandarlo in Inghilterra a calci nel sedere (con rispetto parlando).
Di fatto poi, come si dice in sardo, “prus timen ocros, chi non manos” (hanno piú paura gli occhi delle mani, ovvero: una volta affrontata, la situazione non é poi cosí difficile). Agostino fu accolto benevolmente dal re degli Anglosassoni Etelberto, che era sposato con una cristiana. Il re si fece docilmente battezzare, come altre diecimila persone. E Agostino fondó l’abbazia e la Cattedrale di Canterbury.

Rovine dell'Abbazia di Sant'Agostino, con la Cattedrale di Canterbury sullo sfondo a sinistra.

E cosí, mentre ero all’abbazia di fronte alla tomba di Agostino, primo arcivescovo di Canterbury, pensavo: “Ora l’arcivescovo attuale sta sposando William e Kate.”
Ma accipicchia, possibile che la cerimonia duri cosí tanto, oltre le due? Ma la messa durerà un’ora!
Ho chiamato al Bed and Breakfast per sapere e mi hanno detto: “Stanno uscendo dalla chiesa!” Porca miseria: avevo perso tutto l’evento storico. Quasi quasi mi dispiaceva. Ma almeno avrei potuto vedere il ciao ciao con bacino dal balcone di Buckingham Palace alla una del pomeriggio.

Infatti almeno quello l’ho visto. Mi é piaciuta particolarmente mia zia Maria, cosí carina con quel vestito color canarino:

Mio fratello mi ha detto: “E se la regina fosse come Saddam Hussein?”
Io: “In che senso?” 8-O
Lui: “Nel senso, se avesse molti sosia. Assumerebbe nostra zia Maria?”
Io: “Sicuramente.”

Finito il cerimoniale del matrimonio, abbiamo rinunciato a vederci le interviste del dopo-partita e siamo andati a Deal, a visitare il castello sul mare di Enrico VIII. A Deal abbiamo trovato una grande festa di monarchici per il matrimonio reale (vedasi video sopra). Ovunque bandierine svolazzanti, non solo del Regno Unito, ma anche dell’Inghilterra. La bandiera dell’Inghilterra è una croce rossa su sfondo bianco. In pratica, una bandiera sarda un po’ sguarnita: senza i quattro mori.

Una signora anziana conosciuta sull’autobus ci ha gentilmente accompagnati al castello. Cavalcando l’attualità le ho chiesto se aveva visto il matrimonio reale.
Lei (inorridita): “I am not a royalist!” (Non sono monarchica!)
Poffarbacco: l’unica sul suolo d’Inghilterra a quanto pare!
Ci spiegava che un tempo il re guidava le forze armate. Ma ora il sovrano che funzione ha? Nessuna.
Inoltre, aggiungeva, è abbastanza ridicolo che il capo della chiesa anglicana sia zia Maria.
Anche secondo me.
Infatti il capo non è l’arcivescovo di Canterbury, come si potrebbe pensare, ma il sovrano. Una gran furbata di Enrico VIII (per potersi risposare con Anna Bolena).

Dovete sapere che Enrico VIII originariamente era un Brad Pitt. Poi invece…
Be’, forse questa ve la racconto un’altra volta.
La vostra,
Maria Paola

Adotta un vegetariano

Carissimi,
ultimamente ero al mare in Sardegna con alcuni Brad Pitt.
Un giorno stavamo andando in una spiaggia bellissima. Nonostante la bassa stagione, era affollata. E si trattava di bagnanti piuttosto in sovrappeso…
“Accipicchia”, pensavo, “certo che oggi con questa obesità dilagante…”
Arrivati in spiaggia, ci accorgiamo che quelli non erano bagnanti, bensì mucche.
Vedere per credere:

Spiaggia di Bérchida (Siniscola), 8 giugno 2011.

Si vede anche una tipa che sfida i tori vestita di rosso (in realtà erano buoi, ma vabbé…).
Ad un certo punto uno degli amici mi ha detto: “Non vorrai mica mangiartele queste mucche?”
Ebbene sì, infatti questi miei amici sono vegetariani.
Voi direte: una celiaca con dei vegetariani! Cosa mangeranno?
Niente, infatti. Brucavamo insalata da mattina a sera.
No beh, non era proprio così. Anzi, una volta ero a pranzo a casa loro. Mi hanno offerto un’ottima pasta con le zucchine. E io ho preparato per loro la mia ormai collaudata insalata di ceci, con capperi, aglio & prezzemolo, olio e succo di limone. L’hanno gradita molto.

I miei amici sono vegetariani proprio hardcore, nel senso che fanno anche yoga. Una volta avevano partecipato ad un campo yoga di alcuni giorni, durante il quale potevano mangiare solo uva passa e qualche banana. Tra le attività previste c’era anche quella di abbracciare degli alberi (quando uno non mangia da giorni, è disposto a tutto). Ad un certo punto si era sparsa la voce che qualcuno aveva in camera delle fette biscottate…
Non so come, ma a me questa cosa fa venire in mente la clinica dimagrante del primo film di Fantozzi.

I miei amici vegetariani sono persone interessantissime. Uno è un gran Brad Pitt con un sacco di relazioni (non so se mi spiego…).
Poi si è scoperto che si trattava di relazioni su Facebook.
L’altro è soprannominato “il guru” (che dire di più?).
Da quando li conosco, ho molto più rispetto per i vegetariani.
Prima, quando sull’aereo avevano solo il pasto vegetariano e non quello senza glutine, mi infuriavo.
Adesso mi infurio uguale, ma me la prendo più con la compagnia aerea che con i vegetariani stessi.

Che belle giornate ho trascorso con i miei Brad Pitt vegetariani!
In posti meravigliosi, come questo:

Cala Cartoe (Dorgali), 9 giugno 2011.

Ma ora sono di nuovo a Praga. Tristemente senza Brad Pitt.
La vostra,
Maria Paola