Celiaca per caso: i presagi

(CONTINUA DALLA PUNTATA PRECEDENTE)

Carissimi,
nella puntata precedente vi ho raccontato come ho scoperto la celiachia per caso, grazie ad uno screening familiare.
Ora vi chiederete: possibile che non mi sia mai accorta da prima di essere celiaca? Beh, non avevo i sintomi classici, quelli gastrointestinali. Ma soffrivo di carenza di ferro. La cosa era considerata normale in una donna in età fertile. Poi però con la dieta senza glutine la carenza di ferro è scomparsa.
Da piccola inoltre ero un po’ cagionevole, probabilmente a causa della celiachia non diagnosticata. Ero magrolina e delicatina. Mia mamma mi diceva che dovevo fare danza classica. Io le rispondevo che casomai avrei fatto karate. Purtroppo non ho fatto né l’una né l’altra cosa.
Quando ero alle elementari mi ammalavo spesso di tonsillite e soffrivo di febbricola. Facevo molte assenze e la mia maestra non credeva che stessi male davvero. Era un po’ antipatica. Sempre meglio della maestra dell’asilo di mio fratello. Si chiamava Suor Angelica e lui, dal primo giorno di asilo, l’aveva ribattezzata Suor Diabolica.
Ero sempre magra anche se mangiavo moltissimo. Mi irritava particolarmente quando conoscenti mi dicevano che dovevo mangiare di più. “Più di così?”, rispondevo, “Impossibile! Allora esplodo.”

Quando avevo 17 anni sono partita per un anno negli Stati Uniti con Intercultura. In quell’anno sono ingrassata di ben 12 chili! Ero contentissima! Al ritorno però per poco mia madre non mi riconosceva. È noto che gli studenti di scambio ingrassano, ma successivamente ho attribuito il mio aumento di peso al fatto che in America mangiavo molto meno glutine che in Italia: era quasi tutto pannocchie, purè di patate e fiocchi di mais. Pane pochissimo, pasta praticamente mai.

Ho sofferto di disturbi tipici a causa della celiachia solo una volta, quando sono stata sottoposta a un bombardamento da glutine. Ero in vacanza con amici in Umbria. Cucinava Gaetano, che faceva tutti i santi giorni, a pranzo e a cena, pasta col tonno. Ricordo che ero stata malissimo: avevo la nausea, non dormivo, andavo in bagno in continuazione e dimagrivo a vista d’occhio. Erano tutti preoccupatissimi per me. Quando poi siamo andati in Puglia, sono rifiorita mangiando “patate, riso e cozze”.
Ho raccontato la cosa a dei non-celiaci, che mi hanno risposto: “Dopo dieci giorni di pasta col tonno si sentirebbe male chiunque”.
Io però, che sono celiaca, di più.

Insomma, è andata così. E vi dirò che essere celiaci non è poi così male. Anzi, è proprio grazie alla celiachia che scrivo le mie avventure in questo blog.
La vostra
Maria Paola