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Archive: November, 2010

Gluten free a Biondopoli

Carissimi,
a Stoccolma mi sono trovata parecchio bene.
Mi aspettavo di trovare molto piú biondume. Invece i biondi (veri e finti) saranno stati solo il cinque per cento. Nella maggior parte delle situazioni la più bionda di tutti ero io (figuriamoci).
Pertanto lasciamo a questa città almeno il nome: Biondopoli.

Il viaggio è iniziato bene: sull’aereo Praga-Biondopoli per me non c’era niente da mangiare. Già lo sapevo e infatti mi ero portata un panino fatto con pane di guerra.
Così il mio capo si è sbafato due panini glutinosi, il suo e il mio (può permetterselo perché è una silfide), mentre io riempivo tutto l’aereo di briciole (il pane di guerra dopo qualche ora notoriamente si disintegra).
La hostess allora ha aperto l’uscita di emergenza ed il pilota ha fatto una piroetta per far uscire i residui. Con grande entusiasmo da parte di tutti i passeggeri (i vantaggi di viaggiare con una celiaca!).

Un giorno ho portato il mio capo da McDonalds e ho assaggiato (F I N A L M E N T E) il famoso panino. Insomma… Non era malaccio, ma il pane era un po’ gommoso. Secondo una svedese del forum tedesco lo fanno con amido di frumento deglutinato. Ho chiesto all’addetta se era vero, ma non ha saputo rispondermi.
Direi che ho già dato per i prossimi dieci anni e non rimpiango di non poter mangiare questo panino nei McDonalds del resto del mondo…

Sono stata inoltre in altri due locali, uno tailandese ed uno tipico svedese. I camerieri sapevano subito di cosa parlassi (a differenza della Germania e della Repubblica Ceca) e non ho avuto problemi. Se a qualcuno interessa, posso spedirgli la mia carta per il cuoco tradotta in svedese.

All’aeroporto il giorno della partenza mi erano rimaste 39 corone svedesi.
Ho detto al mio capo: “Ho intenzione di comprare una cosa senza glutine che ci terrà occupati durante il volo.”
Lui (curiosissimo): “Che cosa? Che cosa?”
Io zitta.
Potete immaginare la felicità del mio capo quando, durante il volo, ho tirato fuori una confezione con tre uova Kinder!

A proposito di capi, a Stoccolma ho conosciuto il mio futuro capo, un Brad Pitt dall’umorismo sconvolgente. Infatti tra due o tre settimane mi dovrò trasferire per lavoro in un’altra destinazione, non meno esotica, per ora top-secret. ;-)
Si preannunciano nuove strabilianti avventure…

Cari saluti a tutti e buon fine settimana
Maria Paola

Ulteriori riflessioni su celiachia e omosessualità

Carissimi,
il messaggio che ho appena postato volevo pubblicarlo già da un sacco di tempo (l’invito a cena risale al marzo scorso).
Casualmente, proprio un mesetto fa, è comparsa una notizia: Tiziano Ferro, preoccupatissimo di dover fare outing, si è rivolto ad un avvocato penalista.
Voi direte: cosa c’entra un avvocato penalista? Niente, infatti. A quanto mi risulta, l’omosessualità non è reato.
Ma questo avvocato penalista, non era un avvocato qualsiasi: era Giulia Bongiorno, famosa tra l’altro per essersi dichiarata pubblicamente celiaca.
Chi meglio di lei poteva dare consigli sull’outing?
Maria Paola

P.s.: Per correttezza cito la fonte della notizia, anche se a mio parere la lettera di Tiziano Ferro è bruttarella. L’unica cosa bella è la frase della Bongiorno: -> cliccate qui <-
Ciao MP

Riflessioni su celiachia e omosessualità

Outing

Carissimi,
dovete sapere che a Monaco avevo un collega omosessuale. Sposato.

Ma no, cosa avete capito? Sposato con un uomo! (non è uno dalla doppia vita).
Il marito fa il cardiochirurgo all’università (il mio collega ha fatto un ottimo matrimonio, non c’è che dire!)

Una sera, il mio collega, suo marito ed io eravamo invitati a cena dalla mia ormai famosa collega “gelosa” (vado sempre a cacciarmi nella tana del lupo, voi direte. Ebbene sì!).
Per cena c’era il pollo ai peperoni (la mia collega fa sempre il pollo ai peperoni, per cui quando vi invita andate sul sicuro).
Il cardiochirurgo si stava servendo, quando io ad un certo punto gli ho detto: “Stai attento a non toccare con il mestolo la fregola che è nel tuo piatto. Altrimenti quando rimetti il mestolo nella pentola mi contamini tutto il cibo ed io non posso più fare il bis.”
Il cardiochirurgo è rimasto li per li con il mestolo in mano, mi ha guardata stupito e mi ha detto:
“Io ti ammiro per come difendi la tua causa.
Sai, anche noi omosessuali…”

Ebene sì, anche noi, come loro, dobbiamo difendere la nostra causa!
Perché anche noi siamo diversi.
Gente che vive contro natura! Che non mangia il pane, la cosa più naturale che esista! Inaudito.
Come se questa cosa di non mangiare il pane non fosse già abbastanza stravagante, c’è pure la questione delle contaminazioni! (e qua direi che entriamo addirittura nell’esoterico, nel paranormale… ma torniamo all’omosessualità)

Forse saprete che in inglese omosessuale si può dire “queer” (letteralmente “storto”). Eterosessuale invece si dice “straight” (letteralmente “dritto”). Ebbene, sapete come si chiama il sito più importante che vende prodotti per celiaci in Germania?
Querfood (“quer” in tedesco = “queer”). Ovvero “cibo omosessuale”.
Vedere per credere: www.querfood.de

Quello che hanno fatto per noi Claudia Koll, Daniele Bossari e Giulia Bongiorno, lo hanno fatto per loro Elton John, Dolce & Gabbana e Nichi Vendola. 

Anche noi, come loro, abbiamo la nostra giornata dell’orgoglio celiaco (ovvero la Giornata Mondiale della Celiachia).

Per non parlare di quelli che pensano che dalla nostra condizione si può guarire…

Maria Paola
(proud to be celiac)