Nella perfida Albione: I love Mr. Darcy

(CONTINUA DALLA SECONDA PARTE)

'You must allow me to tell you how ardently I admire and love you.'
(Mr. Darcy in 'Orgoglio e pregiudizio' di Jane Austen)

Carissimi,
prosegue la premiata serie “Nella perfida Albione”.
Nella puntata precedente ho promesso di rivelarvi perché sono andata a Bath.
Detto e fatto. Visto che la connessione a Internet nella mia camera non funzionava, la notte mi mettevo a lavorare nella hall dell’albergo. Così una volta ho dato un’occhiata agli opuscoli turistici esposti e ho scoperto che a Bath c’è il “Jane Austen Centre”. Caspiterina, ho pensato, ma allora bisogna andare a Bath!
L’ho detto a mio fratello.
Lui: “Scusa, ma se andiamo a Bath è per le terme romane, mica per Jane Austen.”
Io: “Ah, ci sono anche le terme romane? Va bene, però voglio vedere assolutamente anche Jane Austen!”
E così fu.

Voi direte: chi caspita è questa Jane Austen?
Jane Austen è una scrittrice inglese vissuta a cavallo tra il ’700 e l’800. Avevo letto parecchi suoi libri anni fa. All’inizio pensavo che fossero dei polpettoni: specie di telenovelas d’epoca. Invece poi li ho trovati ricchi di ironia e ci ho visto molto il tema della lotta per la sopravvivenza. La lotta per la sopravvivenza di queste donne che, per non morire di fame, dovevano per forza sposare un uomo ricco (non che oggi, con la crisi, la situazione sia diversa, solo che adesso anche gli uomini devono sposare una donna ricca…).
Il “Jane Austen Centre” è una mostra dedicato alla scrittrice, che ha vissuto diversi anni a Bath e ci ha ambientato due romanzi.

La cosa più interessante della mostra era un particolare, che sicuramente sfugge alla maggior parte dei visitatori. C’erano esposti un sacco di quotidiani pubblicati a Bath ai tempi di Jane Austen. Mi sono messa a leggerli. Erano pieni zeppi di annunci di gente che dichiarava di essere stata malissimo: disturbi intestinali di vario genere, pallore, svenimenti, pelle spenta, perdita di capelli, ventre gonfio, dimagrimenti. Tutte cose potenzialmente collegate alla celiachia non diagnosticata! Queste persone poi ringraziavano il medico tal dei tali per aver fornito loro una medicina miracolosa che aveva risolto tutti i loro problemi. E infine si firmavano con nome e cognome. Ohibò. A me sembravano tutte delle fregature belle e buone, come i prodotti miracolosi per dimagrire che pubblicizzano nelle riviste di oggi. Ma questi si firmavano con nome e cogonome. Avevano davvero i rimedi miracolosi per curare i sintomi della celiachia? O si firmavano con nomi e cognomi falsi?
Mistero.

Abbiamo fatto anche il giro della città sull’autobus a due piani. Molto bello, ve lo consiglio! La guida era una simpatica signora inglese, che ci raccontava come andavano le cose ai tempi di Jane Austen. Allora Bath era una rinomata località di villeggiatura, con grande vita sociale. Un po’ come oggi si va a sciare a St. Moritz o in discoteca al Billionaire. Le donne uscivano tutti i giorni, andavano alle terme, a passeggio e a giocare a carte nella speranza di accalappiare il loro futuro marito. Più che un fine romantico era una questione di vita o di morte: per loro sposarsi era l’unico modo per non morire di fame. E inoltre, se una a 24 anni non era sposata, era una vecchia zitella. Punto.

Potete immaginare come fosse importante curare l’aspetto fisico. C’erano due problemi però: i denti e la pelle. Come igiene dentale erano messi malissimo. In pratica, da giovani perdevano già tutti i denti. Pertanto, perché non si vedesse, si riempivano le guance di cotone. Inoltre, in seguito al vaiolo, avevano tutta la pelle butterata. Le donne allora si truccavano per coprire le cicatrici. Purtroppo i trucchi erano a base di piombo (oggi non avrebbero il marchio di conformità UE) e avevano l’effetto collaterale che uno perdeva i capelli e le sopracciglia. Come facevano allora? Semplice: si facevano confezionare delle parrucche fatte con il crine dei cavalli e le tenevano in testa per nove mesi.
E le sopracciglia? Ritagliavano delle pelli di topo con quella forma e se le incollavano sulla fronte. A quel punto, con in testa una criniera di cavallo che non lavavano da sei mesi, con la pelle di topo attaccata sulla fronte e (non dimentichiamoci) con la bocca piena di cotone, andavano alle feste. Per via del cotone in bocca alle feste non potevano parlare, ma intanto pensavano: dái, che bell’aspetto che ho oggi! E nel mentre, sudavano sotto la parrucca di cavallo e pian piano la pelle di topo si staccava dalla fronte…
(Fonte: la signora che faceva da guida sull’autobus. Non ho inventato nulla!)

Non oso immaginare in che condizioni potessero vivere i celiaci a quei tempi! Davvero, penso che dobbiamo avere dei vantaggi evolutivi non indifferenti (più intelligenti? più simpatici?), altrimenti non si spiega come mai i celiaci non si siano estinti ai tempi di Jane Austen.

Nel negozietto del Jane Austen Centre mi sono comprata il DVD di “Orgoglio e Pregiudizio”, nella serie TV originale della BBC, con Colin Firth nella parte di Mr. Darcy. Bellissima serie, con un Colin Firth assolutamente strepitoso. Se non è uno schianto quest’uomo! (vedasi foto sopra) E poi pure simpatico!

Tra l’altro Colin da poco ha vinto l’Oscar come miglior attore nel ruolo del babbo di mia zia Maria. Se non è una coincidenza questa! Bravo Colin!

Per chi vuole approfondire, metto qua il video della famosa scena del lago dalla serie della BBC. Per chi è a digiuno d’inglese (il video è in inglese) spiego la situazione: Mr. Darcy torna nella sua modesta tenuta, Pemberley, e si fa il bagno nel lago davanti alla sua villa. Tornando bagnato dal lago incontra Miss Bennet, che poi sarei io. Infatti mi chiamo Maria Paola B…ennet. Sono quella con il giubbetto giallo, la gonna bianca ed il cappello buffo (così finalmente mi vedete). L’incontro è improvviso e la situazione un po’ imbarazzante. Ma non posso raccontarvi tutto: guardate meglio il video.
Un bacio a tutti
Miss Maria Paola Bennet

(FINE TERZA PARTE)
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