Cronache ospedaliere:
finalmente si mangia

(CONTINUA DALLA PRIMA PARTE)

Nei primi due giorni dopo l’operazione mi nutrii solo di prelibatissime flebo. La mia preferita era quella alle patate fritte, ma anche quella al pollo arrosto non era male.
Mentre io ero attaccata alla flebo, la mia compagna di camera andava a mangiare nella sala mensa del reparto. Tornava tutta schifata: “Roba orribile! Ho mangiato solo il pane.”
Io: “Ma cosa c’era?”
Lei: “Il passato di verdura. Bleah.”
Io (sognante): “Il passaaato di verduuura!”
Lei: “Le carote bollite.”
Io: “Le caroooote bolliiiiite!”
Quelle carote bollite me le sognavo la notte.

La sera del secondo giorno la dottoressa mi disse che potevo iniziare a bere acqua e a mangiare il gelato. Rigorosamente bianco. I miei mi avevano comprato delle coppette panna e cioccolato. Visto che potevo mangiare solo la panna, mio babbo dovette fare un sacrificio e mangiarsi tutto il cioccolato. Cosa non si fa per i figli!
Cosa mi sembrò quel primo gelato dopo tanto digiuno! Buonissimo!

Continuavo a ricevere la mia dose di flebo, visto che non potevo mangiare gran che, ma pian piano aggiunsi gli omogeneizzati. Il primo fu un omogeneizzato di pollo, che dovetti mangiare freddo, sciolto in acqua in un bicchiere di plastica. Roba da grand gourmet, insomma.
Ora non ridete. Nei ristoranti di lusso pappette simili le decorano con aceto balsamico e una fogliolina di basilico e ve le servono in pompa magna.

Un giorno la caposala impietosita mi offrì degli omogeneizzati di marca che custodiva gelosamente nel frigo. Ebbi modo di provarne diversi: tacchino, vitello con verdure, pollo, coniglio, etc.
Non solo avevano tutti lo stesso orrendo sapore, ma anche lo stesso colore. Il mio sospetto è che mettano in tutti lo stesso impiastro. Tanto i neonati, poveretti, non se ne accorgono.

La palma d’oro degli omogeneizzati peggiori va però a quelli di verdura. Assolutamente
n o n – e d i b i l i: dopo il primo in ospedale, dissi basta. Mia mamma aveva allora il problema di smaltire le scorte. E fu così che mise di nascosto il famigerato “verdure e legumi” nella minestra di mio padre. E l’orribile “verdure miste” nella minestra di mio fratello. Entrambi non cessavano di complimentarsi con mia madre di quanto era buona la minestra e chiedevano cosa mai ci avesse messo.
Massaie, prendete nota.

Siccome non si vive di soli omogeneizzati, ad un certo punto iniziai anche io ad andare in sala mensa. Non per mangiarci, non potevo, ma per vedere un po’ la fauna umana. Metti che anche in ospedale ci sia qualche Brad Pitt! Non si sa mai.

E così conobbi alcune persone interessanti…

(FINE SECONDA PARTE)
VAI ALLA ->->-> TERZA PARTE