Nella perfida Albione: ennesima puntata

(CONTINUA DALLA QUARTA PARTE)

Carissimi,
vi sento già sospirare: questa Perfida Albione non finisce mai. Ha più puntate di Beautiful! Portate pazienza. La pazienza è la virtù dei forti.

Dopo il fine settimana con mio fratello sono tornata al mio solito pesante lavoro nella perfida, anzi perfidissima, Albione. Vi dirò, un lavoro con cavie umane (tipico per un agente segreto). Ma non spaventatevi: tutto lecito! Persino in regola con il fisco.
In genere pranzavo nella caffetteria del Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Bristol (ci tengo a precisare che non sono psicologa! Ma può sempre capitare di trovarsi in un dipartimento di psicologia sperimentale). Senza glutine avevano sempre una o due zuppe, la patatona al forno ricoperta di formaggio e vari gusti di gelato confezionato. Non male.

Dopo estenuanti giornate di lavoro sono riuscita a rosicchiarmi il venerdi libero e così sono andata a vedere i famosi sassi di Stonehenge. Il cameriere del ristorante spagnolo, la Tasca, mi aveva sconsigliato i sassi, ma consigliato fortemente la splendida cattedrale di Salisbury. Per cui ho pensato, perché non combinare? Detto e fatto: sono andata in treno a Salisbury e da li ho preso l’autobus per andare ai sassi.
L’autobus era questo. Come potete notare, io ero seduta a sinistra:

Ma no scherzo! Anzi, siccome lavoravo troppo e non avevo tempo per pranzare, nella Perfida Albione sono dimagrita. Ho raggiunto il mio peso minimo storico (da quando sono alta come adesso, s’intende). In pratica peso come quando avevo 17 anni (ma non preoccupatevi, sono pur sempre più grassa della Canalis). Non solo, avrò anche il ferro sotto le scarpe! Mi dimenticavo sempre di prendere la pastiglia di ferro. Andava presa dopo pranzo, e se uno non ha tempo di pranzare, come fa?

Vabbé, torniamo ai sassi. Mi hanno impressionata molto.
Le rocce millenarie si ergevano nella landa desolata, sferzate dal vento. Stormi di corvi volavano nel cielo nuvoloso e si posavano sulle rocce minacciosi.
Uno scenario apocalittico.
Se non fosse per tutti quei turisti con l’audioguida che gironzolavano intorno.

Al ritorno da Stonehenge sono andata a vedere la Cattedrale di Salisbury. Questa cattedrale aveva un’anima. Qualsiasi cosa all’interno della cattedrale era viva e ti parlava. Non mi era mai successo. Sono stata là ore a osservare le statue e le figure intagliate in legno, che ti guardavano intensamente come se stessero per venire da te a dirti qualcosa. C’era qualcosa di strano in quella cattedrale, qualcosa di stregato.
Sono uscita fuori nel chiostro, e in quel momento dalla cattedrale proveniva un canto armonioso. Questa cattedrale era una creatura viva.

La mia passione per le figurine intagliate in legno l’avevo già scoperta nella cattedrale di Bath: figurine perfette nei minimi dettagli, pronte ad animarsi da un momento all’altro.
Ecco la prima che mi ha colpita nella cattedrale di Bath (scusate, è un po’ sfocata):

Mah, oddio, ero stata troppo tempo rapita dallo spirito della cattedrale e dovevo sbrigarmi! Quella sera ero invitata a cena a Bristol dalla mia collega siberiana.
Dovete sapere che la mia collega siberiana è una persona squisita, oltre che uno schianto pazzesco (mi dispiace ragazzi: è già sposata e ha pure un bambino di due anni e mezzo).
Per cena mi ha preparato le braciole di maiale al forno con le mele e il sidro. Si è informata da prima su cosa potessi e non potessi mangiare (mi ha anche telefonato un paio di volte quando ero a Salisbury per avere chiarimenti) e infine ha scelto questa ricetta, che ha copiato papale papale dal DVD di un famoso cuoco televisivo inglese. Da bere c’era pure il sidro. Ormai mi sto abituando a questa bevanda…

Ad un certo punto la mia collega siberiana ha assaggiato il mio pane. Poi molto seria mi ha detto: “La tua vita è molto dura.”
E se te lo dice una che viene dalla Siberia, devi crederci.

La cena era davvero ottima. Poi la mia collega mi ha accompagnata in albergo e io sono andata a dormire tutta contenta.

L’ultima mattinata nella Perfida Albione l’ho trascorsa inseguendo gli scoiattoli sulla Collina di Brandon (Brandon Hill), da dove si domina tutta la città di Bristol. Sulla collina c’è la Cabot Tower. John Cabot non è altri che Giovanni Caboto, navigatore genovese. Così gli inglesi si vendicano di noi che diciamo Francesco Bacone.
Sotto la Torre di Caboto c’erano un sacco di scoiattolini, vivacissimi, che venivano a mangiare dalle tue mani. Purtroppo, al mio pane senza glutine preferivano decisamente le noccioline di un signore anziano seduto su una panchina. Prendevano il mio pane, lo annusavano e poi lo lasciavano li. Ecco infatti lo scoiattolo con la nocciolina:

Prima di partire, ho fatto provvista di prodotti senza glutine nel supermercato Sainsbury’s. Là hanno cose strabilianti: ottimo pane a cassetta, pane pitta, pain au chocolat e altre leccornie per noi. Mi sono riempita la valigia!
E poi sono ripartita, ma per dove? Originariamente sarei dovuta tornare nei Paesi Baschi, ma all’ultimo momento mi hanno chiesto di svolgere lo stesso lavoro di Bristol in un’altra destinazione ancora. Pertanto il viaggio di lavoro da dieci giorni è diventato di un mese. Sono cose che capitano quando uno fa l’agente segreto al servizio di Sua Maestà mia zia Maria.
E qual’era la destinazione? Vi aiuto: si tratta di un grande ritorno. E poi, ovviamente, la vostra Mariapaolina Paperina, dopo essere dimagrita di nuovo, dove poteva capitare se non in un posto senza Brad Pitt?
Penso che avrete capito di che posto si tratta… Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò un’altra volta.

Intanto concludiamo questa serie sulla Perfida Albione con la bella parola

F I N E

La vostra,
Maria Paola