Alla fiera dell’est

Carissimi,
stavolta zio Angelo non c’entra…

Recentemente sono stata ad una fiera organizzata nel lontano est, ovvero a Praga, dall’Associazione Ceca Celiachia. Mi ha invitata la mia amica Kateřina, responsabile del gruppo giovani.
C’era un sacco di gente e molti stand di prodotti con ogni ben di Dio. Mi sarebbe piaciuto fare un video da mettere sul blog dell’entusiasmante conferenza in lingua ceca. Purtroppo invece la mia macchina fotografica aveva la batteria scarica.
Accontentatevi pertanto di questa foto del tavolo della mia cucina con il bottino della fiera:

Si tratta dell’ottima birra ceca Celia, del pane di una panetteria artigianale e di biscottini della Schär. Inoltre quel pacchetto stravagante è un piatto tipico ceco senza glutine a base di carne di cervo. L’ho comprato per mio babbo. Pazienza se così gli ho rovinato la sorpresa: infatti dovete sapere che il mio babbo celiaco ogni tanto dà un’occhiata al blog, giusto per assicurarsi che non le stia combinando troppo grosse.
I sottobicchieri dei Beatles e le tovagliette “strawberry fields forever” invece le avevo prese in un’altra occasione.

Avrete notato che si tratta di un bottino magro. Effettivamente i celiaci cechi si presentano alla fiera annuale armati di valigioni da riempire e fanno man bassa di tutto, visto che alla fiera i prodotti costano molto poco e loro non hanno i buoni mensili come noi. Io purtroppo non ho potuto comprare molto (anche se c’erano delle torte che mi guardavano con certi occhi…), perché dovevo ripartire per un viaggio. Mmm… Non ho il coraggio di dirvi dove…
E va bene, ve lo dico: nella perfida Albione!
Già vi sento dire: nooooo, basta! Dopo cinque puntate di avventure nella perfida Albione direi che ne abbiamo tutti le tasche piene. Per cui vi prometto che, per quante avventure strabilianti mi stiano capitando nel nuovo viaggio in quel d’Albione, nel blog non scriverò una riga.
(Non so se riesco a mantenerla questa promessa, ma almeno ci provo…)

Alla fiera c’era anche l’onnipresente Schär. A Kateřina ho detto con fermezza: “Allo stand della Schär non ci vado, perché i suoi prodotti li conosco a memoria. Non sono mica venuta qua per la Schär!” Poi invece mi sono ritrovata là a sgranocchiare i Petit Schär, che secondo me sono ottimi e anche a iscrivermi per ricevere la loro rivista. Ho pensato: la ricevo già in italiano ed in tedesco. Non sarebbe male in ceco, così imparo qualche cosa.
Sia chiaro che io sto scrivendo queste cose perché spero che la Schär mi contatti per chiedermi di mettere la pubblicità dei loro prodotti sul mio blog, come ho visto sui blog di altre persone… No, beh, in realtà scherzo.
Tempo fa lo dicevo, sempre scherzando, a mio fratello.
Lui: “Mi sembra un’ottima idea, così guadagni qualcosa.”
Io: “Ma mi sentirei limitata nella mia libertà di espressione. Dov’è finita l’informazione libera?” (in Italia ce lo chiediamo da un bel po’…)
Mio fratello: “Ma noooo. Alla Schär interessa che ci siano le Magdalenas bene in vista sul banner. Poi se tu scrivi peste e corna di loro, non gliene frega niente.”
Io: “Dici?”
Mah.

Vabbé, torniamo alla fiera. Vi dicevo dell’entusiasmante conferenza in lingua ceca. Entusiasmante davvero perché ci ho capito parecchio. Non l’avrei mai detto, ma in effetti, nonostante il mio ceco sia molto limitato, avere le diapositive davanti e conoscere l’argomento aiuta. Il gastroenterologo che presentava, il Dr. Pavel Kohout, era molto bravo e simpatico. Se volete vederlo -> cliccate qui <- (un po’ irsuto, ma non malvagio, dái…). A volte il Dr. Kohout invitava il pubblico a votare su delle questioni. Quella dello yogurt non l’ho capita in tempo, ma sugli alcolici ho votato. Ho capito anche un paio delle domande rivolte dal pubblico e le risposte del medico. Il culmine della soddisfazione l’ho raggiunto quando una signora seduta vicino a noi mi ha fatto i complimenti per il mio ceco. Assolutamente immeritati! Il mio ceco è molto in stile: “Io essere Maria Paola. Augh!”
Il fatto è che il ceco è difficilissimo e lo parlano in quattro gatti. Pertanto i cechi si entusiasmano subito se uno straniero mostra un minimo di interesse per la loro lingua.

Dopo il Dr. Kohout ha parlato la Dr. Ing. Dana Gabrovská che ha analizzato il contenuto di glutine di un sacco di cibi, calcolando così, per vari casi, quanti milligrammi di glutine si mangiano in un giorno. Particolarmente interessante la tabella con il contenuto di glutine delle birre comuni. Ahimé: off-limits per noi.

(FINE PRIMA PARTE)
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