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Category: Monaco di Baviera

Glutenfrei über alles
ovvero come sopravvivere senza glutine in Germania

Monaco di Baviera: Marienplatz.


Carissimi,
pubblico il mio articolo sulla Germania comparso sul numero 2 del 2011 di ‘Celiachia Notizie’, la rivista dell’Associazione Italiana Celiachia.
Buona lettura!

Prima di trasferirmi a Monaco di Baviera nel 2002, credevo che in Germania il progresso celiaco fosse simile al nostro: ristoranti informati, fornitura gratuita di prodotti e conoscenza diffusa del problema. Un po’ come i bambini, che credono che tutte le famiglie siano come la propria.

All’arrivo chiesi all’associazione tedesca la lista dei locali informati. Mi inviarono un elenco di cinque o sei locali. „Non male“, pensai. Una sera che dovevo uscire a cena, telefonai al primo della lista: non sapevano neanche cosa fosse la celiachia. Chiamai allora il secondo e il terzo. Li chiamai tutti e per tutti era la stessa cosa: „Zöliakie? Wie, bitte?“ („Celiachia? Come, prego?“). Mi sentii presa in giro e scrissi una mail di protesta all’associazione tedesca. Mi risposero che si trattava semplicemente di locali consigliati da altri celiaci, che, dopo aver spiegato il problema, si erano trovati bene.

Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti dell’Isar (il fiume di Monaco) e l’inarrestabile progresso celiaco ha travolto anche la Germania. Diversi locali offrono senza glutine. Il primo ministro del Nordreno-Wesfalia ha fatto outing dichiarando pubblicamente la propria celiachia. Il Nordreno-Westfalia è tra le regioni più ricche della Germania, tipo la Lombardia: in pratica, è come se Formigoni fosse celiaco. Inoltre nella nazionale tedesca ai Mondiali in Sudafrica, il 13% dei calciatori era intollerante al glutine. Si tratta di Marcell Jansen, Jerome Boateng e Dennis Aogo, secondo un’intervista rilasciata dallo stesso Jansen nel 2009.
La giornata mondiale della celiachia si organizza tutti gli anni in una città tedesca diversa, con una sfilata per l’orgoglio celiaco nel centro città. Quest’anno si è svolta a Norimberga.

Monaco di Baviera: Frauenkirche.

Ora non aspettatevi che la Germania sia per noi il paese del bengodi. Questa prerogativa spetta all’Italia. Ebbene sì. E infatti i celiaci tedeschi ci invidiano parecchio.
In Germania la celiachia è meno conosciuta che da noi. Inoltre non c’è una vera e propria rete di locali informati: i locali che offrono senza glutine lo fanno senza il controllo dell’associazione. Meglio accertarsi, parlando con il personale, quanto conoscano il problema.

Come si fa a trovare locali per noi in Germania? Conviene chiedere informazioni all’associazione tedesca http://www.dzg-online.de/, consultare il forum www.zoeliakie-treff.de, che contiene delle liste di locali, e per Monaco il sito http://www.zoeliakie-suedbayern.de/. Per il tedesco chiedete aiuto a zio Google: Google Language Tools offre delle traduzioni automatiche comprensibili.
Un’ancora di salvezza è la catena di steakhouse Maredo. Hanno un libretto che indica gli allergeni, glutine compreso. È in tedesco, per cui armatevi di vocabolario. Da poco una persona ha scritto al forum celiachia italiano che ci sono anche delle liste in inglese e in italiano, che però conterrebbero degli errori. Utilizzate meglio il libretto in tedesco, come ho sempre fatto io.
Anche la catena di ristoranti mongoli Mongo’s va bene per noi. Avvertite sempre il cuoco di prendere la vostra salsa senza glutine dalla cucina perché quella al banco potrebbe essere contaminata.

Se andate all’Oktoberfest, nei tendoni è difficile informarsi: i camerieri sono stressatissimi, fanno turni massacranti e dopo la festa dormono per una settimana. È più facile nei chioschetti all’aperto: a volte si rimediano patate al forno, pannocchie di mais e anche le mandorle pralinate, se ci mettono solo zucchero e cannella. Al posto della birra si può bere „Limo“ (gassosa) oppure „Spezi“ (cola mischiata con aranciata). Bevute a litri, ubriacano quanto la birra. ;-)

I dietoterapici in Germania non si vendono nelle farmacie, bensì in negozi di prodotti salutistici chiamati Reformhaus e nella catena drogerie markt.
Il prontuario tedesco contiene in appendice una lunga lista di aziende che non garantiscono nulla per le contaminazioni, ma solo per l’ingredientistica. Anni fa avevo chiesto all’associazione se invece le altre aziende in prontuario per le contaminazioni garantivano. L’associazione mi aveva risposto che non garantivano neanche quelle, ma non avevano chiesto di scriverlo. Da allora ho appeso il prontuario al chiodo e leggo gli ingredienti in etichetta, come gli indigeni. Infatti il prontuario in Germania non lo usa più nessuno. Anzi, quelli che comprano col prontuario sono considerati dagli altri dei celiaci analfabeti, perché vuol dire che non sanno leggere le etichette.
L’associazione tedesca in ogni caso consiglia di utilizzare solo farinacei con la spiga sbarrata, visto che i farinacei sono ad alto rischio di contaminazione.

Ora in Germania da celiaci si vive abbastanza bene. Io ci ho abitato per otto anni e sono pure ingrassata. Sono riuscita a dimagrire solo un anno fa, quando mi sono trasferita a Praga. Ma questa è un’altra storia…

Maria Paola

A Monaco di Baviera: lo zio Angelo e la parrucchiera

Carissimi,
non sia mai che io me ne rimanga due giorni nello stesso posto!
Un giorno e mezzo dopo che ero tornata dal Belgio, sono ripartita per Monaco di Baviera.
Stavolta però non si trattava di un viaggio di lavoro. Non potevo crederci! Infatti sono andata a Monaco, la mia ex-residenza, per il fine settimana.
Avevo deciso di rimanere apposta sino al martedi’ per assistere al concerto di zio Angelo.

Come sarebbe a dire “chi caspita è zio Angelo?”
Ma è famosissimo! Inoltre basta guardarlo per capire che è mio zio.
Se non avete ancora indovinato, guardate qui:

Zio Angelo è un grande! Quando ha cantato questa canzone, tutto il pubblico era in visibilio. E guardate qua nel video come saltella con tutti i capelli: uno spettacolo.

Passiamo ora alle informazioni piu’ “tecniche”. Se guardate negli archivi del forum celiachia, trovate parecchie informazioni che avevo postato sul senza glutine a Monaco di Baviera.
Ci sono anche alcune novita’. Innanzitutto una cartina su google maps che indica tutti i posti che offrono senza glutine a Monaco.
Si tratta principalmente di posti consigliati dagli utenti del forum celiachia tedesco.
Cliccando sui punti indicati sulla mappa compare il link alla pagina del forum relativa. Potete tradurla dal tedesco con Google Translate Tools.
A Monaco sono stata alla Gasthof Obermaier, che fa piatti tipici bavaresi senza glutine. Prima avevano solamente la cotoletta impanata e poche altre cosette, ora hanno ampliato parecchio il menu senza glutine. Ho potuto prendere per la prima volta gli Spätzle. Francamente non so se consigliarvi questo locale, perchè è piuttosto fuori, lontano dalle rotte turistiche, inoltre il cibo non era male, ma non eccezionale. Tuttavia il menu senza glutine ora è vastissimo ed io ne ho provato solo una minima parte. Insomma, se passate dalle parti del quartiere di Trudering, vale la pena, altrimenti non andrei apposta.

Per la pizza, vi consiglio di andare da Pizzesco. Io ci vado sempre quando sono a Monaco in visita. È molto frequentato da italiani. Per i non-celiaci c’è la pizza al metro, per noi celiaci invece la pizza tonda. Sia secondo me, che secondo la mia collega celiaca di Monaco, nella classifica delle pizze senza glutine monachesi quella di Pizzesco è la prima (anche la penultima, visto che i posti che fanno pizza senza glutine sono solo due).

A Monaco è andato tutto bene insomma. A parte il fatto che, ora come ora, assomiglio troppo a zio Angelo. È da mesi che voglio andare dalla parrucchiera: sono in condizioni pietose.
A Monaco speravo finalmente di andare dalla mia famosa parrucchiera turca, quella che mi fa il monitoraggio della celiachia. Invece era in Svizzera!
Non solo, mi ha detto che ha intenzione di trasferirsi in Svizzera definitivamente.
E io come faccio?
Come può la mia parrucchiera farmi questo? Come può trasferirsi in Svizzera senza alcun riguardo nei miei confronti?
Non c’è più rispetto a questo mondo.
Maria Paola
(ora più che mai degna nipote di zio Angelo)

Maria Paola, il cinese e l’armadio

Carissimi,
non oserei mai tediarvi con le mie questioni sentimentali. Tuttavia, visto che oggi è San Valentino, facciamo un’eccezione.

Dovete sapere che nel mio primo periodo a Monaco di Baviera portavo i capelli cortissimi: massimo due centimetri. Lo stavo raccontando al mio collega cinese che fa arti marziali.
Lui (stupito): “Ma quindi come un monaco buddista?”
Io: “Esattamente.”
Adesso ho nostalgia di quel taglio, visto che avrei assoluto bisogno di una peluqueria de caballeras (nota bene: per me ci vuole una “peluqueria de caballeras“, perché una “peluqueria de señoras” per me non basta).

Dicevo, quando io andavo in giro come un monaco buddista, partecipavo ogni tanto a degli incontri dell’Associazione Tedesca Celiachia.
Una volta partecipai ad un corso di cucina spagnola e ispanoamericana. Ero a Monaco da pochissimo e ci andai senza conoscere nessuno.
La signora che organizzava mi mise a cucinare in coppia con un celiaco tedesco, timidissimo: non apriva bocca. Dovevamo fare il gazpacho, una zuppa fredda spagnola a base di verdure crude. Secondo la ricetta dovevamo metterci un cetriolo. Purtroppo abbiamo preso l’indicazione alla lettera, senza considerare che in Germania i cetrioli sono lunghi quaranta centimetri.
Il risultato, più che un gazpacho, era un frullato di cetriolo.

A tavola poi, mentre sorbivamo questo liquido verde, chiacchieravo allegramente con una coppia di tedeschi seduta davanti a me.
Lei era una ragazza bionda, delicata. Lui invece alto e grosso: un armadio.
Ad un certo punto del discorso salta fuori che la persona celiaca della coppia non era lei, come credevo, bensì lui, l’armadio!
Io, molto stupita, gli ho detto:
“Tu sei il celiaco?? Ma com’è possibile?
Con queste belle guanciotte rosee e paffutelle!”
Momento di gelo tra i presenti.

La serata poi è proseguita tranquillamente e alla fine la coppia mi ha dato persino un passaggio in macchina.

Passano un paio di mesi. Mi ero già completamente dimenticata dell’evento, quando improvvisamente mi arriva un’e-mail. Mi scriveva proprio lui, l’armadio.
Diceva che con la sua ragazza si era lasciato, che si ricordava sempre di me e che sarebbe venuto apposta a Monaco (abitava in un’altra città) per portarmi fuori a cena.

Ohibò. Se siete stupiti voi, potete immaginare quanto lo fossi io.
Evidentemente la mia frase a tavola lo aveva molto colpito (ragazze, prendete nota!).

Adesso non sto a raccontarvi come è finita questa storia, perché tanto sicuramente non interessa a nessuno.
Piuttosto, per restare in tema, vi metto qua un video dei Tafano Broders, intitolato “L’anima gemella”. Racconta di due Brad Pitt alla ricerca della loro BradPittessa. La morale di questo video è che il concetto di Brad Pitt e di BradPittessa è molto soggettivo.
Ora lascio la parola ai Tafano e auguro a tutti buon San Valentino!
La vostra
Maria Paola